Obiz

Terre di Obiz

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Cominciamo questo racconto con un elemento storico che costeggia i nostri terreni: tra i nostri vigneti potete, infatti, vedere i binari originali che caratterizzavano l’antico tracciato della ferrovia Cervignano-Belvedere. Nel XIX secolo le campagne dell’aquileiese erano parte integrante dell’Impero Austro-Ungarico, nel 1895 venne progettata la linea ferroviaria per poter dare un’accelerata allo sviluppo economico e commerciale. Proprio in queste terre, dove oggi coltiviamo e produciamo i nostri vini, la Corona Asburgica introdusse vitigni importati da Alsazia, Austria e Reno, tra questi il Traminer.
Si tratta di un vino aromatico per eccellenza, si presenta nel bicchiere con un bouquet molto intenso. Al palato è alcolico, morbido, con una piacevole e spiccata persistenza.

 

La storia di Cervignano si rispecchia nelle acque calme del fiume Ausa, diventato nei secoli confine naturale tra la Serenissima (successivamente Regno D’Italia) e l’Impero Asburgico d’Austria. Nel 1418, anno in cui arrivarono i Veneziani, il porto sul fiume divenne il centro nevralgico di commerci, dando il via alla crescita economica della zona.
Furono proprio i Veneziani a diffondere i prodotti del mediterraneo come la Malvasia. Questo vitigno, originario del Peloponneso, trovò ampia diffusione in tutto l’Alto Adriatico, dal Veneto sino alla penisola d’Istria, diventando un “autoctono senza confini”. Vino bianco dai profumi freschi e fruttati, leggere note di tiglio, un sorso con vivi richiami al mare, elegante e dotato di un buona struttura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La frazione di Scodovacca, prende il suo nome da “scolum aquae” termine latino che in epoca romana indicava una località ricca di risorgive. In questa località di Cervignano si erge Villa Chiozza: il primo insediamento al suo interno risale, probilmente, al settecento; a esso seguì, nel 1904, un ammodernamento ad opera dell’architetto Giorgio Polli. Fu dimora del chimico-agronomo Luigi Chiozza, che rinnovò il parco circostante alla villa, la quale ospitò l’illustre chimico Louis Pasteur.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Villa Chiozza divenne la sede del Comando Gruppo Armate dell’Est; attualmente ospita l’Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia. È proprio in questa zona, dopo la bonifica dei Veneziani del 1505, che si inizio a coltivare la vite, in particolare la varietà del Refosco. Il vitigno del Refosco dal Peduncolo Rosso è perciò caratterizzato da una lunga storia, é un vino rosso autoctono che viene subito riconosciuto per il suo colore rosso rubino intenso e vivaci sfumature violacee.

 

San Martino è una frazione del Comune di Terzo d’Aquileia, il cui toponimo deriva dalla chiesa parrocchiale dedicata al santo, molto venerato nelle nostre zone e a cui sono dedicate diverse chiese e feste tradizionali.
Collocata sulla via Annia, antica via che nell’Impero Romano collegava Adria a Roma, la Chiesa di San Martino è piccola ma ricca di storia All’interno dell’unica navata sono presenti quattro cicli pittorici che rappresentano passi significativi della Bibbia. L’11 novembre, giorno in cui si festeggia San Martino, coincide nella tradizione popolare e agricola del territorio con l’inizio di una nuova stagione, il periodo dell’anno in cui si firmavano o rinnovano i contratti agrari, in cui si dava inizio a tutte le principali attività. In questa storia affondano le radici i vigneti da cui nasce il nostro Pinot Grigio.
Un vino che al naso è fruttato con netti richiami di mela e pera elegante ed intenso. Al gusto si presenta secco, fresco, dotato di una buona struttura e persistenza, ideale per accompagnare antipasti e portate a base di pesce ma anche primi piatti a base di verdure delicate vellutate e carni bianche grigliate.

 

L’arte del mosaico è fortemente radicata in tutto il territorio friulano. Il mosaico policromo di piazza Marconi, databile tra l’VIII e il IX secolo, è la più antica traccia della Cervignano Medievale. In origine era situato sul pavimento della Chiesa abbaziale di San Michele, realizzato in piena epoca longobarda, si ispira alle basiliche di Aquileia e Grado.
Le sue rappresentazioni sono insolite: raffigura una palmetta al centro, con doppio cerchio decorativo e alcuni motivi geometrici ed arborei; all’esterno del secondo cerchio si notano quattro uccelli, uno dei quali intento a beccare una foglia rossa. Anche la Ribolla Gialla, vitigno autoctono friulano, oggi è coltivato in tutta la regione, diventando uno dei “porta bandiera” più riconosciuti. I vigneti di Ribolla gialla sono adagiati nel corpo aziendale vicino la cantina, il particolare terroir ci dona un vino delicato, fine e floreale. Gusto decisamente secco, fresco e vivace, finale armonico e di piacevole beva.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Natissa è il fiume che attraversa Aquileia. Le sue sponde costituiscono un ecosistema delicato, ricco e prezioso, una terra che fonda la sua essenza nell’equilibrio fra uomo e natura. Ancora oggi possiamo scorgere dell’antico fiume navigabile, che collegava il porto fluviale di Aquileia alla
laguna. L’etichetta del nostro omonimo vino raffigura proprio questo: una piccola dea, protettrice di quest’armonia. Il legame fra terra e mare, in questo luogo particolare, rappresenta la radice del terroir.
Una selezione delle migliori uve di Merlot e Refosco dal Peduncolo Rosso per un vino dal colore rosso rubino intenso, che assume con il tempo sfumature granate. All’olfatto si rivela complesso, le note di frutti di bosco si amalgamano con sentori speziati di tabacco e vaniglia. Vino secco, di corpo, regala sensazioni calde e vellutate, tannini gentili e final di bocca gradevole.

 

Monastero è un borgo di Aquileia che deve il suo nome all’antico monastero benedettino femminile di Santa Maria, uno dei monasteri più ricchi di tutto il Sacro Romano Impero.
Il nucleo più antico di questo borgo risale a una basilica paleocristiana del IV secolo, distrutta da Attila nel 452 e poi ristrutturata fino a diventare chiesa benedettina e, in seguito, monastero Le generose donazioni di vari Patriarchi lo dotarono di vaste proprietà dal Friuli fino all’Istria e, dopo la fine del Patriarcato e l’inizio della dominazione veneziana, si trovò ad amministrare terre in due stati. Fatto curioso ma non unico per queste terre di confine. Questo piccolo borgo si colloca lungo il percorso della strada antica Romea Strata, via che conduce i pellegrini cristiani sino a Roma.
Poco distanti si trovano i vigneti di Cabernet Sauvignon Colore rosso rubino brillante, intenso e scorrevole, il suo bouquet si sprigiona nel bicchiere con sentori fruttati, nobilitati da una leggera speziatura. Vino di corpo, regala al palato sensazioni calde ed avvolgenti, piacevole morbidezza, giustamente tannico.
Questo vino si presta molto bene ad abbinamenti con carni rosse alla brace, arrosti, in umido o con la selvaggina.

 

L’aspetto antico e in perfetto stile medievale possono trarre in inganno, ma la Chiesa di San Girolamo fu riedificata in epoca recente, nel 1873, e poi ristrutturata nel 1924. Quest’ultimo intervento le donò l’aspetto noeromantico che la caratterizza: il campanile a vela, gli archetti pensili e la lunetta che all’interno ritrae San Girolamo mentre traduce la Sacra Scrittura. Al suo interno si trova un’ara dedicata a Giovanni Biavi, illustre cervignanese attivo in ambito politico ed ecclesiastico (ma anche storico e letterario).
Il suo aspetto semplice, ma nel suo piccolo robusto ed armonico, ci richiama alla mente il vino Merlot. Questo vino, dal colore rosso rubino intenso, ha la capacità di stupire per la sua semplice finezza ed eleganza. Al palato sprigiona note di piccoli frutti rossi con un leggero sentore speziato, regalando sensazioni calde e gradevoli. Ideale in abbinamento ad arrosti, cacciagione e formaggi di media stagionatura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel corso dei secoli, le terre circostanti alla nostra cantina hanno fatto da sfondo a molteplici scenari storici, le cui tracce sono visibili ancora oggi. I segni indelebili lasciati dalla Grande Guerra toccano nel profondo la nostra regione, in particolar modo lungo i territori tra l’Isonzo e il Torre. In queste zone furono costruite le linee difensive arretrate e, sul rovescio delle linee trincerate, vennero costruiti ricoveri blindati per le truppe di rincalzo.
In queste terre dense di storia si trovano i vigneti
di Cabernet Franc, un vitigno internazionale che nell’estremo nord-est italiano ha trovato sempre un grande apprezzamento. Dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, al calice sprigiona note fruttate di lampone e mora selvatica, rendendolo perfetto per l’accompagnamento di formaggi saporiti e carni rosse.